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SEMPLI FARMA® al Seminario “Il nuovo ruolo delle Farmacie di servizio” presso il Forum Risk Management 2022

Aderenza terapeutica e servizio di riconfezionamento in dosi personalizzate nelle farmacie

FORUM RISK 25/11/22 AREZZO 

Ha riscontrato interesse l’intervento di Alessandro Iadecola, CEO di Remedio, che ha illustrato l’esperienza di SEMPLI FARMA® al Risk Forum Management di Arezzo sul tema “Aderenza terapeutica e servizio di riconfezionamento in dosi personalizzate nelle farmacie.”

La fondazione della nostra startup nasce dall’idea di contribuire ad affrontare in Italia il problema, evidenziato da anni in tutti i consessi scientifici e sanitari, della mancata aderenza terapeutica dei pazienti. 

Infatti, fin dal 2018 abbiamo pensato a come poter replicare (adattandole alla realtà italiana) esperienze estere di successo nel riconfezionamento in Dose Unitaria Personalizzata (DUP) delle terapie di farmaci solidi orali 

La prima operazione fu quella di verificarne la fattibilità amministrativo-giuridica. Ci poggiammo sul concetto di “vuoto normativo positivo” come definito dallo studio legale Cavallaro-Duchi-Lombardo da noi interpellato. Poi scegliemmo il sistema tecnologico tra i 5-6 produttori a livello mondiale (tutti o quasi presenti in Giappone e Corea del Sud) e iniziammo a sviluppare la nostra piattaforma tecnologica.  

Siamo stati i pionieri in Italia nella promozione presso le farmacie territoriali del servizio di riconfezionamento personalizzato in bustine nelle quali, per ciascun momento di somministrazione, vengono inserite in modo automatizzato una o più compresse come da prescrizioni del medico. 

L’obiettivo del servizio Sempli Farma®

L’obiettivo di tale servizio è: 

  • l’allestimento delle dosi in modo sicuro e tracciato; 
  • la semplificazione e la correttezza nell’assunzione dei farmaci da parte dei pazienti domiciliari; 
  • la liberazione del tempo dei professionisti all’interno delle strutture sociosanitarie. 

Siamo partiti dall’offrire tale servizio dalle Farmacie Comunali di Trento ai pazienti domiciliari e alle RSA dell’area nell’aprile 2020 in pieno lockdown. 

Oggi, anche grazie alla partnership con la società HPATH, che ha consentito di ampliare l’offerta con i sistemi automatizzati che realizzano blister settimanali (7gg per 4 o 5 momenti di somministrazione), sono 31 le farmacie italiane dotate di tali sistemi sotto il brand SEMPLI FARMA® che offrono il servizio a oltre 2.000 pazienti. 

Il nostro modello, da sempre, è quello prefigurato dalla Circolare della Regione Lombardia dello scorso febbraio, che prevede che siano le farmacie, anche con funzioni di hub, ad offrire il servizio a favore: 

  • dei pazienti domiciliari propri;  
  • di altre farmacie chiamate spoke -le quali dispensano loro i farmaci, ma si riservano di far svolgere il servizio a chi ha i sistemi tecnologici e appropriata organizzazione; 
  • delle RSA. 

Il nostro modello, a differenza di altri sistemi, vede le farmacie al centro del processo. Noi offriamo loro il supporto tecnologico, manuali e organizzazione per incrementare la produttività del lavoro, marketing e comunicazione sul territorio per sviluppare l’attrattività di tali servizi. 

Supporto e accompagnamento, quindi, a favore delle farmacie territoriali e dei loro network come accade anche, ad esempio, con Apoteca Natura.  

Innovazioni per un pieno sviluppo del servizio DUP 

Queste modalità di servizio rappresentano una novità. Ma solo per l’Italia.  

In molteplici Paesi Europei tale servizio è rimborsato dal SSN.  

Si pensi che nei Paesi Bassi su una popolazione di 17 milioni di abitanti ad oltre 350mila pazienti, a seguito di prescrizione del medico di famiglia, viene rimborsato il costo del riconfezionamento in Dosi Unitarie Personalizzate. L’equivalente di oltre 1,2 milioni rapportandolo all’Italia.  

Una spesa di circa 100milioni di euro “a monte” che consente una riduzione “a valle” dei costi sanitari e se tale impostazione è stata data dalle Compagnie Assicurative che hanno un ruolo rilevante nel SSN dei Paesi Bassi, una ragione sia economica (ma anche sanitaria) sarà stata sicuramente riscontrata dai fatti.  

Tale servizio si inserisce a pieno titolo nello sviluppo della cosiddetta “farmacia dei servizi”, ingloba chiaramente i concetti di territorializzazione e digitalizzazione delle cure e dell’assistenza che ne sono alla base. 

Ma per un pieno sviluppo è di fondamentale importanza, a nostro avviso, la chiarezza normativa e l’omogenizzazione degli approcci e della regolamentazione nelle diverse Regioni.

In Regione Veneto, le farmacie non sono state proprio considerate dall’offerta del servizio, ad esempio, a favore delle strutture sociosanitarie.  

In altre, sembra che ci sia un orientamento che tenda ad escludere il modello di collaborazione tra le farmacie, il modello hub&spoke, che invece è previsto in Lombardia. Un orientamento, bisogna dirlo, che non va certo nella direzione della digitalizzazione e della razionalizzazione del processo. Piuttosto, sembrerebbe obbligare il farmacista a realizzare “a mano” il blister, con rilevanti conseguenze negative quali ad esempio:  

  • l’impiego notevole del tempo dei professionisti (preziosi e carenti) a scapito dell’innovazione tecnologica;  
  • minori se non addirittura assenti, controlli;  
  • scarsi livelli di sicurezza e alti rischi di errore;  
  • assenza di gestione dei dati del paziente e della possibilità di una presa in carico moderna dell’aderenza terapeutica che è poi l’obiettivo finale del servizio DUP.

Ci sono alche altre Regioni che invece, stanno pensando a privilegiare forme organizzative con hub centralizzati per poter gestire 50.000 pazienti (farmaci in DD), relegando, in tal modo, le farmacie territoriali ai margini.  

E’ chiaro che tale servizio inizia a suscitare grande interesse. Sarebbe stato impensabile parlarne in questo consesso, solo 12 mesi fa.  

Le stesse SIFO e SIFAP hanno recentemente elaborato delle procedure operative di comportamento per i farmacisti.  

Ma se si intende promuoverne realmente lo sviluppo sono necessarie una serie di innovazioni normative che abbiano l’obiettivo di raggiungere: 

  • efficienza organizzativa 
  • bassi costi di produzione unitari  
  • largo accesso ai benefici 

Mi permetto di fornire di seguito alcuni contributi e proposte

Superamento dell’individualità della proprietà dei farmaci dei pazienti domiciliari cronici da riconfezionare in modo personalizzato.

Ai fini dell’efficienza organizzativa, come in Spagna è necessario distinguere gli aspetti amministrativi da quelli sanitari e trattare il farmaco come fosse cartamoneta versata in un conto corrente bancario, anziché cartamoneta custodita in una cassetta di sicurezza.  

In questo modo si avrebbe maggiore efficienza nella produzione e minori costi unitari di produzione del servizio. Nei fatti, al fine di tracciare il farmaco dal punto di vista sanitario è necessario indicare il n° di lotto e la data di scadenza (e questo già avviene) ma non è necessario sapere che proprio quella determinata confezione è stata assegnata a quel determinato paziente, che invece serve per ragioni amministrative e antifrode che possono essere gestite in altro modo. 

 

Incentivazione per l’utilizzo dei servizi di riconfezionamento nelle strutture sociosanitarie per anziani e disabili e superamento delle attualità modalità di rendicontazione del lavoro degli infermieri.  

Gli standard di servizio all’interno delle strutture sono stati pensati in era analogica e non in quella digitale, limitando il pieno apporto dell’innovazione (si pensi anche ad applicazioni che utilizzano l’intelligenza artificiale per amplificare la produttività del lavoro o le attività ripetitive con sistemi di realtà virtuale a distanza).

 

Acquisto dei farmaci in macro-confezioni come del resto già previsto dalla normativa in vigore (art 11, comma 5 del Decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, convertito dalla legge 8 novembre 2012, n. 189). 

Ciò consentirebbe la riduzione del tempo/uomo impiegato per sconfezionare i farmaci dai loro blister (attività che pesa per circa il 50% del tempo del processo).

 

Ai fini di ampliare l’accesso dei pazienti domiciliari a tale servizio: prevedere in modo totale o parziale la rimborsabilità del servizio. 

Oltre ai Paesi Bassi, molteplici paesi in Europa prevedono la rimborsabilità del servizio da parte del SSN (vicino Canton Ticino, Paesi Scandinavi, UK). Tali paesi investono “a monte” (prevenzione) per risparmiare “a valle” nella spesa ospedaliera e socioassistenziale (cura), seguendo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

 

Conclusioni

Questa la nostra esperienza e le nostre idee per lo sviluppo di un servizio che, come è stato sperimentato in molteplici Paesi, si caratterizza da una logica “win win”, come dicono gli anglosassoni.

Vincono tutti:  

  • vincono i pazienti che possono godere di una migliore qualità della salute,
  • vince il SSN che evita costi sanitari di cura “a valle” evitabili grazie all’incremento dell’aderenza terapeutica;
  • vincono i farmacisti che offrendo questo servizio qualificano la loro vocazione di presidio sanitario territoriale e di presa in carico del paziente politrattato cronico all’interno della cosiddetta “farmacia dei servizi”.