Recentemente AIFA ha pubblicato un documento di grande rilievo strategico per il futuro del Servizio Sanitario Nazionale: il position paper sulla medicina di precisione (azione non solo su fattori genetici, ma anche su aspetti ambientali, sociali e organizzativi) e sull’appropriatezza della prescrizione farmacologica.
Si tratta, a tutti gli effetti, di una cornice di politica sanitaria che segna un passaggio culturale profondo: dalla semplice prescrizione del farmaco alla gestione integrata e continuativa della terapia lungo tutto il percorso di vita del paziente, attraverso il coordinamento di vari strumenti per migliorare l’appropriatezza delle cure. Un passaggio che nel documento viene sintetizzato con un concetto chiave: prescrittomica.
I pilastri del documento AIFA
Il position paper individua con chiarezza le direttrici su cui costruire la sostenibilità del sistema sanitario nei prossimi anni:
- appropriatezza prescrittiva, intesa in senso esteso (interazioni, dosaggi, contesto clinico, fragilità)
- gestione della polifarmacoterapia, in particolare nei pazienti anziani e cronici
- ricognizione e riconciliazione terapeutica come processo sistematico
- uso di strumenti digitali e algoritmi predittivi (CDSS, IA, bioinformatica)
- monitoraggio terapeutico e farmacogenomica
- medicina partecipativa e coinvolgimento del paziente
- aderenza terapeutica come determinante di efficacia e sostenibilità
Il documento evidenzia con forza che l’inefficacia delle cure, le ospedalizzazioni evitabili e una quota rilevante della spesa sanitaria derivano da uso inappropriato e scarsa aderenza ai farmaci.
Conferma un punto fondamentale, che è alla base della visione di Sempli Farma:
l’aderenza non è un tema comportamentale individua ma una infrastruttura di sistema.
Sempli Farma: un modello già pienamente coerente con l’indirizzo AIFA
Questa visione non è teorica. È esattamente ciò che Sempli Farma sta costruendo sul territorio da anni. Il nostro modello si fonda sulla Triplice di Servizio:
- Appropriatezza terapeutica
Piattaforma integrata con Mediss di Medilogy per l’analisi delle interazioni farmacologiche, revisione e riconciliazione della terapia - Semplificazione operativa della terapia (deblistering)
Organizzazione personalizzata della somministrazione dei farmaci in bustine con una o più compresse per ciascun momento di somministrazione per ciascun paziente. - Aderenza terapeutica
Misurazione del comportamento (es. MMAS-8 – Morisky scale), educazione e monitoraggio dell’assunzione (utilizzo sistemi Dosell)
Questi tre elementi rappresentano, in buona parte nella pratica quotidiana, l’esecuzione territoriale della prescrittomica descritta da AIFA.
Il punto chiave: la complessità terapeutica
Il documento AIFA identifica chiaramente uno dei principali problemi del sistema: la complessità della terapia, in particolare nei pazienti in politerapia, è uno dei principali driver di:
- errori di somministrazione
- eventi avversi
- scarsa aderenza
- aumento dei costi sanitari
Tuttavia, il documento si concentra soprattutto sugli strumenti clinico-decisionali (linee guida, CDSS, farmacogenomica, TDM). Manca un passaggio:
chi/come si gestisce operativamente quella complessità nella vita quotidiana del paziente?
Perché il deblistering non è citato (ma è già dentro il documento)
Il deblistering non viene esplicitamente menzionato nel paper AIFA, ipotizziamo, per tre ragioni strutturali:
- Il documento è di indirizzo, non operativo
AIFA definisce il cosa, non il come organizzativo - Il deblistering non è ancora standardizzato a livello nazionale
(LEA, tariffe, solo pronunciamento del Consiglio di Stato e normativa Regione Lombardia) - È uno strumento di execution, non di decisione clinica
Agisce a valle della prescrizione, nella fase di somministrazione
Eppure, tutti i problemi che AIFA evidenzia – errori, complessità, non aderenza, fragilità – sono esattamente quelli che il deblistering contribuisce a superare.
In altre parole:
il problema è scritto nel documento, la soluzione operativa non è ancora formalizzata.
Il ruolo della farmacia: da dispensatore a nodo clinico territoriale
Un altro elemento chiave del paper AIFA è il riconoscimento del ruolo territoriale e di prossimità dei professionisti sanitari.
In questo scenario, la farmacia evolve verso un nuovo modello, che abbiamo chiamato in qualche recente convegno (Congresso Nazionale Assofarm 2025): la pharma-clinic territoriale (evoluzione della farmacia dei servizi). Un nodo capace di:
- analizzare le terapie
- monitorare l’aderenza
- supportare il paziente fragile
- integrare dati e servizi
- collaborare con MMG, specialisti, RSA, ADI
Una strategia già pienamente dentro il framework AIFA
Se mettiamo in relazione il position paper AIFA con il modello Sempli Farma, la corrispondenza è evidente:
| Direttrice AIFA | Risposta Sempli Farma |
| Appropriatezza prescrittiva | Analisi interazioni e revisione terapia |
| Polifarmacoterapia | Gestione integrata e personalizzata |
| Aderenza terapeutica | Misurazione, educazione, monitoraggio |
| Medicina partecipativa | Coinvolgimento paziente e caregiver |
| Digital health | piattaforme, dashboard, algoritmi |
| Rete territoriale | pharma-clinic Sempli Farma |
| Execution della terapia | deblistering e DUP |
Sempli Farma potrebbe rappresentare già oggi l’infrastruttura operativa territoriale della prescrittomica.
Il prossimo passo: colmare il gap tra policy e pratica
Il sistema sanitario italiano ha oggi:
- una visione strategica chiara (AIFA)
- un problema epidemiologico evidente (cronicità, politerapia, non aderenza)
Manca ancora un elemento:
una infrastruttura operativa diffusa e standardizzata per gestire la terapia nella vita reale dei pazienti.
Conclusione
La sostenibilità del SSN non si gioca solo sulla scoperta di nuovi farmaci, ma sulla capacità di utilizzare bene quelli che già abbiamo.
Significa:
- prescrivere in modo appropriato
- semplificare la terapia
- supportare il paziente
- monitorare l’aderenza
In una parola: governare la terapia.
Il position paper AIFA traccia la direzione.
La rete di farmacie Sempli Farma ne rappresenta già oggi una prima forma di realizzazione operativa sul territorio.
E il deblistering – pur non ancora formalizzato nei documenti – è uno degli strumenti chiave per rendere quella visione clinicamente efficace, organizzativamente sostenibile e realmente accessibile ai pazienti.
