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RSA e gestione del farmaco: perché serve un Osservatorio permanente

  1. Il dato di realtà: la complessità farmacologica è strutturale

Il recente studio nazionale “Prescription Day LTCFs” ” in collaborazione con SIGG–ANASTE HUMANITAS FOUNDATION su 3.400 residenti in 82 strutture italiane restituisce una fotografia inequivocabile:

  • 84,8% degli ospiti in politerapia (≥5 farmaci)
  • media di 7,7 farmaci per paziente
  • 24% con politerapia eccessiva (≥10 farmaci)

A questi dati si aggiungono condizioni cliniche ad altissimo impatto organizzativo:

  • 48% dei residenti con demenza
  • 15,5% con disfagia

Questa combinazione genera una complessità farmacologica sistemica che non può essere gestita con strumenti organizzativi tradizionali.

 

  1. Il rischio clinico invisibile: interazioni, inappropriatezza, eventi avversi

La ricerca evidenzia:

  • ampia diffusione di interazioni farmacologiche (DDI)
  • presenza significativa di farmaci potenzialmente inappropriati (PIM)
  • correlazione con eventi avversi, ricoveri e mortalità

Il sistema attuale è costruito per prescrivere (disease oriented), ma non per governare la terapia come insieme (patient oriented).

Il risultato è un rischio clinico diffuso, non monitorato e non misurato in modo sistematico.

 

  1. La pratica nascosta: manipolazione dei farmaci

Lo studio evidenzia un fenomeno strutturale:

la modifica delle forme farmaceutiche solide (frantumazione compresse, apertura capsule) è pratica diffusa nelle RSA per adattare la terapia a disfagia e deterioramento cognitivo.

Queste pratiche:

  • non sono standardizzate
  • possono alterare biodisponibilità ed efficacia
  • espongono a rischi clinici e legali

Oltre alla Raccomandazione 19 del Ministero della Salute, ci sono solo due “do not crunch lists” regionalizzate: Friuli-Venezia Giulia e Emilia-Romagna (!!!)

Si tratta di un punto critico totalmente sottovalutato nel sistema sanitario.

 

  1. Il costo nascosto: il tempo infermieristico

La gestione della terapia in RSA assorbe una quota enorme del tempo infermieristico.

Lo studio evidenzia che:

  • la complessità dei regimi terapeutici aumenta il carico di lavoro
  • aumenta il rischio di errore
  • riduce il tempo dedicato all’assistenza clinica

Questo significa che la gestione del farmaco è anche un tema di organizzazione del lavoro; un tema di sostenibilità economica; un tema di qualità assistenziale.

  1. Il problema sistemico: variabilità e assenza di standard

Le RSA italiane presentano una forte variabilità:

  • modelli organizzativi diversi
  • differenti dotazioni di personale
  • differenti processi di gestione del farmaco

In assenza di indicatori condivisi, il sistema è non confrontabile, non misurabile, non migliorabile in modo strutturato.

 

  1. La risposta necessaria: un Osservatorio permanente delle RSA

Per affrontare questa complessità è necessario passare da quanto pensato ne e per “l’era analogica” a un modello di sistema fondato su dati, strumenti, organizzazione e innovazioni da “era digitale” o addirittura “post-digitale”.

Il progetto di sistema per l’ottimizzazione della gestione del farmaco nelle RSA propone la creazione di un Osservatorio permanente dei KPI clinici, organizzativi ed economici

con funzioni di:

  • analisi delle interazioni farmacologiche e del rischio clinico
  • monitoraggio dei consumi e della spesa farmaceutica
  • analisi dei modelli organizzativi (introduzione di innovazioni nella gestione dell’allestimento e del monitoraggio della somministrazione delle terapie) e di ottimizzazione del tempo professionale degli infermieri
  • valutazione dell’impatto delle RSA sulla spesa sanitaria territoriale (PS, ricoveri, diagnostica)

L’Osservatorio è concepito come una piattaforma integrata di dati e conoscenza, alimentata da:

  • dati clinico-terapeutici delle RSA
  • sistemi di supporto decisionale clinico (CDSS)
  • piattaforme di gestione del farmaco
  • questionari organizzativi e gestionali

con produzione di:

  • report comparativi
  • benchmark tra strutture
  • indicatori di performance nel tempo

 

  1. Perché l’Osservatorio è necessario oggi

L’Osservatorio serve a monitorare quattro esigenze strategiche:

  1. Sicurezza delle cure

Ridurre interazioni, errori e inappropriatezze prescrittive.

  1. Efficienza organizzativa

Introdurre innovazioni tecnologiche e liberare tempo infermieristico da attività a basso valore.

  1. Sostenibilità economica

Razionalizzare consumi farmaceutici e ridurre ricoveri evitabili.

  1. Governo del sistema

Fornire dati comparabili per politiche sanitarie regionali e nazionali.

 

  1. Dall’aderenza come comportamento all’aderenza come infrastruttura

Le evidenze delle RSA dimostrano che l’aderenza terapeutica è una funzione dell’organizzazione sanitaria.

Serve quindi una infrastruttura che integri:

  • analisi del rischio farmacologico
  • semplificazione e standardizzazione della terapia
  • supporto organizzativo agli operatori
  • monitoraggio continuo dei dati

Questo è esattamente il ruolo che un Osservatorio permanente può svolgere.

 

CONCLUSIONE

Le RSA sono oggi il punto di massima concentrazione della complessità clinica e farmacologica del Paese.

Se vogliamo garantire:

  • sicurezza delle cure
  • sostenibilità del sistema
  • qualità della vita degli anziani fragili

non possiamo più gestire il farmaco con modelli artigianali e non misurati.

Serve un salto di paradigma:

👉 trasformare la gestione del farmaco in una infrastruttura sanitaria misurata, governata e standardizzata

L’Osservatorio permanente delle RSA è il primo passo concreto in questa direzione.

 

Nei prossimi mesi avvieremo il confronto con:

  • associazioni di RSA e gruppi di gestione di RSA
  • operatori sanitari
  • comunità scientifica
  • ASL/Regioni

per la costruzione di un Osservatorio nazionale permanente sulla gestione del farmaco nelle RSA.

Chi è interessato a contribuire allo sviluppo del progetto può contattarmi direttamente.

a.iadecola@remedioitalia.com

La sostenibilità del sistema delle RSA passa da qui.