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L’aderenza delle parole ai concetti e alle cose è importante! Anzi fondamentale, nel caso del deblistering

Alessandro Iadecola, CEO di Remedio, in risposta all’articolo apparso il 3 maggio scorso su FPress , intitolato: “Francia, deludente il bilancio di un anno di deblistering in farmacia”, dichiara che il contenuto, a partire dal titolo, è drammaticamente errato, perché dà un’indicazione sbagliata e fuorviante.

Gentile Direttore,

Gustavo Zagrebelsky, già Presidente della Corte costituzionale, ovviamente, aveva in mente “altro” rispetto alla parola “deblistering”, quando scrisse le seguenti riflessioni1 :

“Un segnale del grado di sviluppo di una democrazia e, in generale della qualità della vita pubblica, si può desumere dalla qualità delle parole: la progressiva perdita di aderenza delle parole ai concetti e alle cose, è un fenomeno sempre più diffuso in forma ora nascosta e sottile ora palese e drammaticamente visibile”.

A mio avviso, peraltro, l’errore non è stato fatto dal redattore dell’articolo ma da coloro che hanno introdotto nell’italiano comune e da chi continua ad utilizzare la parola “deblistering” per assimilarla al riconfezionamento delle terapie di farmaci solidi orali in Dosi unitarie personalizzate (Dup), ossia lo sconfezionamento di medicinali industriali e il successivo riconfezionamento degli stessi in Dosi unitarie di terapia personalizzata.

La Dose unitaria personalizzata, peraltro, non va confusa neanche con la Monodose, ossia con il riconfezionamento del farmaco in unità, o meglio ancora il riconfezionamento di una singola compressa nel suo imballaggio primario inserita in una singola bustina.

Questo per dire che a ogni parola corrisponde un concetto e nel nostro caso corrispondono anche tecnologie, modalità organizzative, modalità di assunzione e somministrazione, ruolo del farmacista, effetti e riflessi sui pazienti completamente diversi.

Vengo, pertanto, alla questione: nell’articolo francese ripreso da F-Press non si parla mai di “deblistering” come inteso in Italia, ma si parla di altro. La fotografia che accompagna il pezzo ritrae non a caso la forbice che taglia un blister, proprio perché il servizio parla della vendita dei farmaci “sfusa” per far fronte all’indisponibilità di alcuni medicinali e in particolare di antibiotici e stupefacenti, come del resto è specificato anche nel corpo dell’articolo italiano.

Come è noto, il riconfezionamento in Dosi unitarie personalizzate, il “deblistering” come viene comunemente (ed erroneamente) chiamato nella vulgata italiana, viene effettuato per le terapie dei pazienti poli-trattati cronici ai fini dell’incremento dell’aderenza terapeutica, quindi con un profilo terapeutico completamente differente rispetto a quello di coloro che assumono antibiotici e stupefacenti.

Per dovere di cronaca, evidenzio che in Francia il cosiddetto “deblistering”, come in Italia inteso, è eseguito da oltre 1.500 farmacie territoriali, le quali servono circa l’80% degli ospiti totali delle strutture sociosanitarie francesi.

Sperando di aver contribuito ad una maggiore “aderenza delle parole ai concetti e alle cose” porgo i miei migliori saluti.

Alessandro Iadecola*

 

*L’autore è il CEO della startup REMEDIO, la quale con il brand SEMPLIFARMA® ha promosso una rete di farmacie territoriali hub&spoke focalizzate sull’aderenza terapeutica, che attraverso sistemi di riconfezionamento automatizzato delle terapie in Dosi Unitarie Personalizzate intendono rendere semplice e sicura l’assunzione e la somministrazione delle terapie per i pazienti poli-trattati cronici ai fini dell’incremento dell’aderenza terapeutica, del miglioramento della qualità della loro salute e della riduzione di costi sanitari per ricoveri e accessi al pronto soccorso evitabili.

 

 

1 G.Zagrebelski “Lezione di Gustavo Zagrebelsky Giovedì 23 Aprile 2009” BIENNALE DEMOCRAZIA Torino, 2009